LIFESTYLE * BOOKS * BEAUTY

sabato 16 gennaio 2016

Libro: Qualcosa che somiglia al vero amore

Uno degli ultimi libri che ho letto è ambientato nella Ville Lumière, Parigi, città che ho visitato più una volta e che ogni volta mi lascia d'incanto.

L'ho acquistato attratta dalla copertina: una ragazza bionda vestita di azzurro che sorseggia qualcosa di caldo da una tazza e volge lo sguardo all'esterno, su un balconcino di ferro abbattuto, in un appartamento che si affaccia sul Sacro Cuore di Parigi

E poi il titolo Qualcosa che somiglia al vero amore che non trasmetteva nulla di speciale ma che ero sicura avrebbe portato qualcosa di buono.
L'autrice è italiana, Cristina Petit, insegnante di scuola primaria, al suo esordio come scrittrice di narrativa femminile.





Non avevo letto attentamente la trama, ero semplicemente attratta dal libro e l'ho acquistato. Sono felice di averlo fatto perché mi è piaciuto moltissimo. Non è un romanzo d'amore vero e proprio, anche se la storia d'amore c'è, è una storia di amicizia, di libri che intrecciano le vite dei personaggi che apprezzano le piccole cose che la vita può offrire.
Clémentine, la protagonista, è una giovane donna che, all'inizio del libro va a vivere in uno splendido appartamento ereditato da una parente. E' identico a quello che ha sempre sognato. Con lei traslocano anche i suoi migliaia di libri, perché Clementine oltre ad amare i libri, lavora con loro: aiuta i bambini di difficoltà con la libro-terapia.
Non dico altro, consiglio solo di leggerlo a chi ha voglia di immergersi in una magica storia parigina, che magica non è ma che con un po' di fantasia lo può diventare.

sabato 9 gennaio 2016

Decluttering

All'inizio di ogni nuovo anno si fa generalmente una lista di buoni propositi o obiettivi da raggiungere.
Uno dei miei buoni propositi di questo 2016 è attuare un piano di decluttering della mia casa.
Sono abbastanza disordinata e sono un'accumulatrice seriale e casa mia sta scoppiando!

Forse fino a qualche fa il decluttering era conosciuto come space clearing, ma leggendo vari blogs, soprattutto stranieri, ho notato che va di moda chiamarre questa disciplina: decluttering.
Clutter è una parola inglese che significa insieme di oggetti inutili - o non più utili, aggiungerei io - di cui dovremmo disfarci per alleggerire i nostri spazi vitali, sia in casa che in ufficio o ogni altro luogo in cui viviamo, per dare spazio al nuovo o semplicemente per non farci soffocare da tutto ciò che è inutile o inutilizzato.
Possiamo chiamarlo clutter, cianfrusaglie, fuffa o rataplan (questa parola la usa da sempre mia madre, ma non se esiste e di quale dialetto faccia parte, comunque quando dice rataplan ci intendiamo al volo) in ogni caso si tratta di oggetti, vestiti o altro che ci riempiono la casa, non ci servono e che spesso abbiamo dimenticato di possedere.

Lo scorso anno ha venduto milioni di copie il libro di Marie Kondo, la signora giapponese che ha scritto il libro "Il magico potere del riordino".






Anch'io mi sono lasciata attrarre da questo libro. Ho pensato: ora leggo il libro e per magia la mia casa sarà in ordine.
E no. Non è andata proprio così.
Nonostante migliaia di persone abbiamo gridato al miracolo dopo aver letto il libro e applicato le regole, per me non ha funzionato.
La signora Kondo usa continuamente la parola riordinare, ma per lei riordinare significa buttare via.
Buttare via tutto e vivere con pochi oggetti, alla maniera giapponese.
In pratica in 247 pagine, la signora Kondo spiega come buttare quasi tutto ciò che avete in casa.
Tutto. Anche le buste paga, le fotografie, i documenti. 
Una cosa è eliminare il superfluo e l'inutile, un'altra è buttare anche l'utile e il necessario.
Inoltre non dice di regalare, donare a chi ne ha bisogno, riciclare, ma solo di riordinare, cioè buttare. 
No, non ci siamo. Non fa per me. Io che sono del segno del Cancro, legata al passato, ai ricordi, non ce la faccio a buttare via tutto. Anche se il momento di buttare qualcosa è è arrivato perché i metri quadrati non aumentano ma le cose in casa si, quindi bisogna trovare una soluzione. E farò a modo mio: piano piano, e non come suggerisce Kondo di fare tutto in una volta, sistemero' il contenuto di ogni mobile della casa e sicuramente qualcosa da eliminare la troverò, magari sforzandomi, ma la troverò.
Ora vado, mi aspetta la riorganizzazione del mio armadio.

venerdì 8 gennaio 2016

Stars Glitter

La prima cosa da pensare quando si decide di aprire un blog è trovare un nome che ci piaccia.
Non è facile...intendo dire, non che non sia facile trovare un bel nome, ma trovare un nome bello che non sia stato già utilizzato da altri è davvero complicato dato che di blog ormai ce ne sono milioni! 
Volevo che nel nome ci fossero le stelle, ma volevo anche che la parola fosse internazionale e quindi ho scelto "Stars". Amo stelle e stelline da sempre e qualsiasi oggetto o capo di abbigliamento che abbia almeno una stellina attira sempre la mia attenzione. E poi mi piacciono i brillantini, insomma, tutto ciò che luccica, stelle stelline lucciole e brillantini e perciò ho scelto "Glitter". So che ci sono tanti siti e blog che hanno nomi simili ma StarGlitter era libero e quindi ho colto al volo l'opportunità.
Ecco qui spiegata l'origine della mia scelta. E voi come avete scelto il nome del vostro blog?

domenica 3 gennaio 2016

Anno nuovo, blog nuovo!




1 gennaio 2016
Decido di aprire un blog. Si, ci voglio provare anch'io. 
Non so quanto tempo riuscirò a dedicarci e per quanto tempo avrò voglia di scrivere post, ma ho deciso di iniziare. Ho letto qualche giorno fa che ogni giorno nel mondo nascono migliaia di blog. Tutti vogliono diventare blogger. 
E se lo diventassi anch'io? - mi sono chiesta - mi piace scrivere, ma non sono una scrittrice, né ho la presunzione né le doti per diventarlo, ma visto che i blog li possono aprire tutti, ecco qui il mio.
Di cosa parlerò? Lo vedremo strada facendo.
Intanto oggi è già il 3 gennaio, le vacanze stanno finendo e domani si torna alla vita di sempre, ma forse con il mio nuovo blog la vita sarà più divertente. A presto!